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EDITORIALE

PREMIAMO L’ACCELERATORE SUL CAMBIAMENTO E DIAMO UNA SPINTA PROPULSIVA

Il futuro dell’Italia è nelle mani degli artigiani e delle micro e piccole imprese, fondamentali per ricostruire lo sviluppo economico e il benessere sociale. Confartigianato è sempre al fianco delle imprese, con rinnovata energia.

Molte sono le occasioni che si presentano alle imprese, in questo 2022, per voltare pagina. Il Recovery Plan, opportunità e strumento tanto atteso dalle piccole imprese che non aspettano altro che segnali concreti per rimettersi in moto sia con misure strutturali di riduzione della pressione fiscale e semplificazione degli adempimenti burocratici, sia facilitandone l’accesso a nuovi strumenti di finanza d’impresa, alla ricerca e ai progetti di innovazione digitale e tecnologica, di transizione ecologica e di internazionalizzazione. Il nostro Presidente, Marco Granelli ha affermato che “il successo delle misure del Recovery Plan per far ripartire l’economia dipende da rapidità di progettazione, efficienza nella gestione e attuazione amministrativa, accessibilità immediata per le piccole imprese”.

Vorrei soffermarmi proprio sul tema del digitale.  Tra le principali evidenze presentate nel 17° report Confartigianato “Le tendenze a inizio 2022, tra rischi e opportunità” voglio porre il focus su un aspetto a mio avviso prioritario e importante. Per competere nel mercato odierno uno degli strumenti fondamentali è il digitale.

Fra le misure introdotte da molte micro e piccole imprese, lo scorso 2021, per mantenere la propria competitività ci sono i processi di trasformazione digitale, che si accompagnano a un maggiore utilizzo delle tecnologie digitali e a uno sviluppo più solido di competenze digitali. A tale trasformazione si accompagna una richiesta sempre maggiore di abilità tecniche in ambito digitale da parte delle stesse MPI: le skills maggiormente richieste sono proprio le competenze digitali.

L’indice regionale DESI 2020, che misura la digitalizzazione dell’economia e della società tenendo conto del livello di connettività, di competenze, dell’uso di servizi internet, di integrazione delle tecnologie digitali e di diffusione del digitale nella P.A. vede la nostra regione in testa alla classifica nazionale.

L’analisi dei dati della rilevazione sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese italiane diffusi qualche giorno fa dall’Istat  fornisce un ampio e articolato aggiornamento sull’utilizzo delle tecnologie digitali da parte del sistema imprenditoriale.

Per quanto riguarda l’Internet delle cose (Iot, acronimo di Internet of things), relativo a all’interconnessione di singoli dispositivi o sistemi di dispositivi che raccolgono e scambiano dati e che possono essere monitorati o controllati via Internet, il 31% delle piccole imprese nel 2021 utilizza questa tipologia di dispositivi Iot, cinque punti sopra al 26% della media Ue a 27.

La presenza di almeno due tecnologie Iot si rileva nel 18,4% delle piccole imprese mentre un cluster più evoluto, pari al 9% delle piccole imprese, utilizza almeno tre dispositivi intelligenti Iot.

Questi dati ci spiegano che qualcosa sta cambiando e che dobbiamo sostenere questo cambiamento, accelerandolo.

L’Italia può sfruttare un’occasione storica, facendo leva appunto sul patrimonio di conoscenze pratiche, di “saper fare”, accumulato nelle sue piccole e medie imprese, a patto di saperlo coniugare con competenze manageriali, di marketing e di tecnologia digitale. Di solito si pensa a Industria 4.0 come prerogativa della grande impresa, invece non è così. La tecnologia 4.0 serve a fornire nuovi strumenti tecnologici e approcci organizzativi per proiettare il “saper fare italiano” nella competizione globale a prescindere dalle dimensioni aziendali.

La forza dirompente delle tecnologie digitali e la ristrutturazione su scala globale dei fenomeni di produzione, scambio e consumo continuano a cambiare le regole del gioco, anche per le aziende più piccole e solo apparentemente lontane dalla corrente del cambiamento. Confartigianato Como è convinta che l’artigianato e la piccola impresa saranno protagonisti dell’economia e della società del futuro.